08/02/2020 sabato
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Canova -Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna

Antonio Canova, Le tre Grazie, particolare

La mostra, sia per l’importanza e la bellezza delle opere esposte sia per la grande rilevanza scientifica, è una straordinaria occasione di conoscenza della scultura tra Sette e Ottocento, periodo in cui quest’arte ha conosciuto una decisiva trasformazione grazie al genio dell’italiano Antonio Canova e del danese Bertel Thorvaldsen, protagonisti e rivali sulla scena ancora grandiosa di una Roma cosmopolita dove hanno avuto modo di confrontarsi con i valori universali della classicità e dell’antico.

Furono infatti riconosciuti e celebrati come i “classici moderni”, capaci di trasformare l’idea stessa della scultura e la sua tecnica, creando capolavori immortali che sono diventati, anche perché continuamente riprodotti, amati e popolari in tutto il mondo.

La prestigiosa collaborazione con il Thorvaldsens Museum di Copenaghen e il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, il contributo di prestiti fondamentali concessi dai maggiori musei ma anche da esclusive collezioni private, hanno reso confrontare per la prima volta in una mostra i due artisti.

Canova, rivoluzionario, è capace di garantire alla scultura un primato sulle altre arti, nel segno del confronto e del superamento dell’antico; Thorvaldsen, guardando all’opera e alla strategia del rivale, si ispira a un’idea della classicità più severa e austera, avviando una nuova stagione dell’arte nordica ispirata alle civiltà mediterranee. Entrambi avevano saputo emanciparsi dal vincolo che la committenza poneva tradizionalmente alla scultura a causa dei costi elevati del marmo e del bronzo, fondando grandi studi che avevano le dimensioni di complesse officine, con numerosi collaboratori e allievi.

Con le innovazioni tecniche introdotte da Canova e utilizzate in larga scala da Thorvaldsen (creazione di un modello in gesso prima della statua di marmo) lo scultore acquisiva infatti per la prima volta la libertà di trasmettere alla statua, ideata senza commissione, la propria poetica.