Descrizione
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La Dott.ssa A. Torterolo racconta l’epoca dell’arte contemporanea italiana gravitante su Milano, dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, con al centro la figura di Lea Vergine, importante critica e donna d’arte.
Lea Vergine cominciò definendo “buchi” i concetti spaziali di Lucio Fontana, venendo subito additata come imbarazzante erotomane in un mondo per definizione maschile. Proseguì poi con scelte di vita audaci, lasciando il marito per andare a vivere con il designer Enzo Mari, in un periodo in cui le unioni irregolari potevano compromettere irrimediabilmente le carriere più brillanti. Arrivata a Milano, divenne portabandiera della Body Art, una corrente artistica pensata per scuotere il pubblico borghese: artiste quali Gina Pane incidevano nel proprio corpo le loro lotte interiori, i fallimenti e la sessualità, trasformando la sofferenza personale in opera d’arte.
Comunista polemica ed eretica, Lea Vergine allestì la prima mostra italiana dedicata all’arte delle donne, quando figure come Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo erano ancora guardate con sufficienza, e si fece cuore di un’importante rete di editori e galleristi. Una donna innamorata e libera: quello che tutte le donne aspirano a essere.








